Odio mettere le quote Il blog di Restyle Lab

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Il mondo delle architetture impossibili di Escher

“Il disegno è illusione: suggerisce tre dimensioni sebbene sulla carta ce ne siano solo due.”

M.C.Escher

Approfittando della mostra che si sta svolgendo proprio in questi giorni a Bologna e che durerà fino al 19 Luglio 2015, vogliamo parlarvi di un visionario artista olandese, l’artista delle architetture impossibili!

Nato il 17 giugno del 1898 a Leeuwarden, il suo nome completo, dal suono arcano come certe sue opere, è Maurits Cornelis Escher.

Pesci, ranocchi, granchi, lucertole, farfalle, draghi e leoni: sono quaranta le “specie” inventate da Escher, usate come tasselli, per ricoprire il piano e realizzare disegni periodici, secondo le regole delle trasformazioni geometriche, con rotazioni, riflessioni, traslazioni e simmetrie. In realtà, dietro i suoi lavori, c’è un grande studio matematico. I vari percorsi che Escher ha seguito per arrivare alla comprensione delle regole di costruzione dei suoi disegni, sono raccolti in una serie di quaderni fitti di appunti, semplici quaderni di scuola i cui quadretti lo aiutano a tracciare le griglie dei tasselli elementari delle sue figure.

lizard
butterfly
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Per riuscire a realizzare i suoi fantastici “racconti per immagini”, Escher capì che doveva approfondire lo studio matematico del piano, partendo dalle tassellature più note. In tal modo sarebbe stato in grado di creare nuovi disegni periodici, combinando fra loro le diverse tessere dei suoi curiosi mosaici. La rivelazione furono le stupende decorazioni dell’Alhambra di Granada, che visitò nell’autunno del 1922, scoprendo la bellezza dei disegni astratti che ornavano le pareti del palazzo.
“L’arte di riempire un piano con uno schema ripetuto – affermò il grande matematico H. S. M. Coxeter, che aiutò Escher capire il significato e il valore matematico delle sue opere – raggiunse il suo massimo sviluppo nella Spagna del tredicesimo secolo, dove i Mori usarono tutti i diciassette gruppi di simmetria, nelle loro intriganti decorazioni dell’Alhambra. La loro preferenza per gli schemi astratti era dovuta alla stretta osservanza del precetto del Corano: “Tu non disegnerai alcuna figura…””.

La parte più originale della ricerca escheriana è quella riguardante la distribuzione del colore nei disegni periodici, per facilitare l’individuazione delle singole figure, ognuna delle quali deve svolgere alternativamente il ruolo di figura e di sfondo. Nei suoi Uccelli/pesci, ad esempio, gli uccelli sono acqua rispetto ai pesci e i pesci sono cielo rispetto agli uccelli. La sua teoria della “simmetria di colore” sui disegni periodici a due o più colori contrastanti, verrà scoperta solo parecchi anni dopo dai cristallografi che l’applicheranno con notevoli vantaggi nella classificazione dei cristalli e delle loro proprietà.
Quello che i matematici non hanno ancora approfondito è la transizione dinamica da un motivo all’altro. Escher stesso non chiarì molto bene le regole applicate al passaggio da una tassellatura all’altra, per riuscire a creare i suoi suggestivi mondi immaginari. La divisione regolare del piano era per Escher un mezzo per catturare l’infinito; la sua sfida consisteva nell’imprigionarlo in una composizione “chiusa”: egli non tollerava di troncare brutalmente la ripetizione, teoricamente infinita, dei motivi periodici.

Ecco di seguito alcune litografie di architetture “impossibili” che potrete vedere nella mostra di Bologna.

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Palazzo Albergati, Bologna 12 Marzo 2015/19 Luglio 2015

Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00

Infoline: 051 / 030101
Acquista i biglietti online: http://www.ticket.it/escherbo/

http://www.palazzoalbergati.com/

 

 

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